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Pressione alta. Cosa fare?

Ciao amici da oggi cercheremo di inserire nel nostro blog anche articoli che riguardano la salute consigliandovi i rimedi naturali adatti per i disturbi più comuni e dandovi  una lettura in chiave naturopatica.

SE avete delle domande scriveteci, sarà un piacere per noi rispondervi.

Oggi iniziamo con un articolo sulla pressione alta.

Buona lettura :)

 

Una buona abitudine per prevenire malattie dell’apparato cardiocircolatorio, insufficienza cardiaca o altre possibili patologie è quella di tenere sotto controllo la pressione arteriosa.

La pressione sanguigna è determinata principalmente dal volume del sangue nelle arterie. Se altri fattori rimangono costanti, più grande è il volume del sangue arterioso, maggiore è la pressione arteriosa del sangue.

Il volume del sangue arterioso è determinato principalmente dalla gettata cardiaca (volume di sangue pompato in aorta al minuto) e dalle resistenze periferiche in relazione proporzionalmente diretta.

La gettata cardiaca è in relazione al numero di contrazioni cardiache al minuto (frequenza cardiaca) ed alla quantità di sangue pompato dal ventricolo sinistro in ogni singola contrazione (volume sistolico).

Se la pressione arteriosa si mantiene alta per molto tempo si parla di ipertensione arteriosa.

Le misure che si rilavano sono due: la pressione sistolica (pressione massima)che è la forza con la quale il sangue colpisce le pareti arteriose quando viene espulso dai ventricoli che si contraggono e normalmente misura 120-140 mm di mercurio e la pressione diastolica (pressione minima) che è la forza che possiede il sangue all’interno delle arterie quando i ventricoli sono rilasciati e normalmente misura 80/90 mm di mercurio.

Entrambi i valori sono importanti per verificare il buon funzionamento dell’apparato circolatorio e scongiurare la presenza di patologie.

Si parla di ipertensione arteriosa quando i valori della massima salgono al di sopra di 140 mmHg e quelli della minima al di sopra di 90 mmHg anche se già valori tra 129/ 139 pe la massima e 80/89 per la minima evidenziano una situazione che viene definita di pre-ipertensione.

I valori della pressione si effettuano con una apposita strumentazione; si può misurare dal medico o dal farmacista ma anche tranquillamente a casa con dei misuratori che si acquistano in farmacia. Esistono misuratori da polso o da braccio ma sicuramente quelli più attendibili sono quelli da braccio.

 

 

Molte volte la pressione minima alta è asintomatica oppure alcuni sintomi vengono confusi con  altre problematiche; i più comuni sono: mal di testa, giramenti di testa, formicolii agli arti, stanchezza, debolezza, nausea, vomito, acufeni, vista offuscata, confusione.

E’ importante quindi sottoporsi ad una visita medica e controllare  anche altri valori:

Il medico deve controllare:

  • La frequenza cardiaca
  • La parte posteriore dell’occhio per misurare la pressione endoculare
  • Il collo per verificare se ci sono vene dilatate o la tiroide ingrossata
  • L’addome per verificare le arterie che vanno alle gambe

Inoltre dovrebbe sottoporre il paziente ad un elettrocardiogramma e prescrivere delle analisi del sangue in particolare per verificare creatina, potassiemia, glicemia, colesterolemia.

Ovviamente alla base ci deve essere il controllo dello stile di vita del soggetto per capire se conduce una vita stressante, se sta attraversando un periodo difficile, come si alimenta, se fuma, se pratica attività sportiva. Ogni informazione può rivelarsi utile per comprendere le eventuali cause del disturbo anche delle abitudini a cui magari non viene data la giusta importanza. E’ importante conoscere la storia individuale e famigliare del paziente e verificare se il paziente soffre di ipertensione, diabete, ictus, disturbi cardiaci o patologie renali.

Le cause correlate ad un aumento della pressione possono essere fattori interni all’individuo (ansia, stress o malformazioni congenite) oppure esterne legate allo stile di vita e tra queste le più frequenti sono

  • Tabacco
  • Sedentarietà
  • Obesità
  • Consumo eccessivo di sale
  • Consumi di bevande nervine (caffè)
  • Colesterolo alto
  • Farmaci (ad esempio cortisonici, anticoncezionali, antinfiammatori non steroidei)

Quelle elencate fino qua vengono definite cause secondarie della pressione alta; esistono poi delle cause dette primarie che sono correlate a particolari patologie come neoplasie, patologie autoimmuni, particolari farmaci, morbo di cushing.

 

Se la pressione minima risulta alta bisogna tenerla sotto controllo attraverso delle misurazioni costanti effettuate durante il giorno e se durante questi controlli il valore rimane  al di sopra del valore di riferimento è opportuno rivolgersi al proprio medico che valuterà se somministrare una terapia con ipertensivi.

La cosa da fare immediatamente è rivedere il proprio stile di vita: smettere di fumare, dedicarsi ad una blanda attività sportiva, cercare di trovare dei momenti in cui dedicarsi ad attività rilassanti come yoga o meditazione e soprattutto fare attenzione alla propria alimentazione.

Per prima cosa è consigliabile eliminare tutte le sostanze eccitanti come caffè, bevande zuccherate, cioccolato, gli alimenti eccessivamente salati (attenzione agli ingredienti perché anche al pane ad esempio è ricco di sale) e grassi.  Quindi fare attenzione a tutti i prodotti industrializzati, eccessivamente elaborati e contenenti additivi. Bisogna basare la propria dieta su frutta e verdura fresca e ricca di potassio e magnesio. Un’alimentazione naturale basata su cibi freschi e di stagione è sempre la scelta migliore.

Cibi ricchi di potassio sono prezzemolo, basilico, pomodori, radicchio rosso, aglio, bieta, broccoli, carciofi, cavoli, funghi, patate, spinaci, fagioli freschi, ceci, lenticchie, rucola, banane, albicocche, prugne, pesche, uva, ciliegie, fichi, melone, kiwi e la frutta secca. I cibi ricchi di calcio sono broccoli, mandorle e semi di sesamo.

Scegliere prodotti integrali e non raffinati, proteine vegetali al posto di quelle animali e bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.

Tra i rimedi naturali troviamo:

  • Biancospino: fonte di antiossidanti utili per i vasi sanguigni e per il cuore, Viene utilizzato per migliorare la funzione cardiaca e in caso di battiti irregolari. Il biancospino abbassa la pressione sanguigna rilassando e dilatando le pareti delle arterie. Indicato nella forma di gemmoderivato, la Crataegus oxyacantha.
  • Infuso di tiglio: ha un’azione vasodilatatrice, che fluidifica il sangue e aiuta in questo modo a prevenire la stasi venosa
  • Aglio: è riconosciuta la capacità dell’aglio di causare vasodilatazione, in particolare nei piccoli vasi sanguigni del distretto cutaneo. Si trova in commercio in capsule.
  • Coenzima Q10: risulta essere efficace per ridurre la pressione sanguigna. Esistono integratori a base di coenzima Q10

 

Molto importante tenere controllati i valori della pressione durante la gravidanza, momento in cui è molto comune che si abbassino soprattutto durante i primi mesi L’abbassamento è dovuto al rapido passaggio di sangue tra arterie e vie uterine e questo può determinare un abbassamento anche drastico di tutta la pressione arteriosa sistemica.

Normalmente non si avverte nulla oltre un lieve giramento di testa ma in alcuni casi possono comparire altri sintomi tra cui sudorazione fredda, perdita di equilibrio, sensazione di svenimento e debolezza generalizzata.

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che si possono mettere in pratica: se si è sdraiate meglio mettersi lentamente in piedi restando sedute qualche minuto fino a quanto non ci si sente meglio. E’ consigliabile evitare luoghi troppo caldi e affollati, idratarsi costantemente soprattutto durante i periodi caldi e arricchire le bevande con dei Sali minerali. E’ importante tenere controllata la propria dieta per non incorrere in carenze e se i sintomi persistono o aggravano è bene rivolgersi al proprio medico che in base alla situazione specifica verificherà se consigliare farmaci per alzare la pressione.

Inoltre durante l’ultimo trimestre generalmente i valori cominciano a stabilizzarsi ma se la donna si mette in posizione supina può essere che il volume dell’utero vada ad occludere la vena cava inferiore e le vene pelviche. E’ consigliabile quindi sdraiarsi su un fianco, preferibilmente quello sinistro. La situazione dovrebbe migliorare in poco tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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